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	<title>divulgazione (o presunta tale) &#8211; Untitled #1</title>
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		<title>E ora qualcosa di completamente diverso&#8230;</title>
		<link>https://atlog.it/blog/archives/1302</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 21:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[divulgazione (o presunta tale)]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>
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					<description><![CDATA[Da una breve analisi degli archivi, sembra che su queste pagine mi sia occupato veramente poco di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Matematica_ricreativa" target="_blank" rel="noopener">matematica ricreativa</a> . Forse perché quando ero giovane mi sembrava una matematica &#8220;minore&#8221; della quale non valesse la pena occuparsi, mentre invece oggi penso che sia uno strumento importante per rendere la materia più accessibile e stimolarne lo studio. In &#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da una breve analisi degli archivi, sembra che su queste pagine mi sia occupato veramente poco di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Matematica_ricreativa" target="_blank" rel="noopener">matematica ricreativa</a>. Forse perché quando ero giovane mi sembrava una matematica &#8220;minore&#8221; della quale non valesse la pena occuparsi, mentre invece oggi penso che sia uno strumento importante per rendere la materia più accessibile e stimolarne lo studio. In ogni caso, mi sono recentemente imbattuto in un problema tipico del ramo che mi ha tenuto invischiato per un paio di giorni, e ora che ne sono (più o meno) venuto a capo mi son detto: perché non condividere i risultati delle mie fatiche?</p>
<p>Il punto di partenza è, come sempre in questi casi, del tutto elementare. Dato un numero naturale \(n\), consideriamo la <em>somma delle sue cifre</em> (decimali); otteniamo così un nuovo numero naturale \(s(n)\) che è sempre minore o uguale a \(n\). Ad esempio se \(n = 274\) abbiamo</p>
<p style="text-align: center;">\(s(n) = 2+7+4 = 13\)</p>
<p>Possiamo anzi dire di più: risulta \(s(n) = n\) se e solo se \(n\) consiste di una singola cifra, dato che in caso contrario \(n\) contiene (almeno) un&#8217;altra cifra maggiore di zero il cui valore <em>posizionale</em> è maggiore del valore <em>effettivo</em> (decine, centinaia, etc.), e quindi è necessariamente \(s(n) &lt; n\). (Non è restrittivo considerare solo sviluppi decimali ben formati, cioè che non contengono zeri in posizione iniziale: insomma, scrivere 007 invece di 7 non vale, con buona pace di eventuali agenti segreti in ascolto.)</p>
<p>Abbiamo quindi un&#8217;operazione (unaria) \(s\) definita su \(\mathbb{N}\) che ha un certo insieme di <em>punti fissi</em> (ovvero i dieci numeri di una cifra, da 0 a 9) ed è strettamente decrescente su tutti gli altri numeri. Ne segue che, per qualunque numero di partenza \(n\in \mathbb{N}\), l&#8217;applicazione ripetuta di \(s\) a \(n\) converge in un numero finito di passi a uno dei punti fissi, cioè a un numero di una cifra. Il numero di passi necessario perché questo accada si dice la <em>persistenza additiva</em> di \(n\), mentre il risultato finale (il punto fisso a cui si converge) è detta la sua <em>radice numerica</em> (<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_root" target="_blank" rel="noopener">digital root</a> in inglese).</p>
<p>Nell&#8217;esempio precedente abbiamo che \(s(274) = 13\), che ha ancora due cifre; dobbiamo quindi iterare il procedimento per ottenere \(s(13) = 4\), che è punto fisso (\(s(4) = 4\)). Ne concludiamo che \(274\) ha persistenza additiva 2, e la sua radice numerica è 4.</p>
<p>Tutto ciò potrebbe riportarvi alla mente dei vaghi ricordi scolastici collegati al concetto di &#8220;criteri di divisibilità&#8221;; questo perché la radice numerica di un numero \(n\) coincide sempre con la <em>classe di resto</em> della divisone di \(n\) per 9, e in particolare è 9 (o 0) se e solo se \(n\) è divisibile per 9. Ne segue che calcolare la radice numerica di \(n\) è un modo rapido per verificare se \(n\) è divisibile per 9. La celebre (e spesso citata a sproposito&#8230;) <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prova_del_nove" target="_blank" rel="noopener">prova del nove</a> si basa sulla medesima proprietà.</p>
<p>Quanto alla persistenza additiva, invece, salta fuori che calcolarla <em>senza</em> usare il processo iterativo che la definisce è un problema tutt&#8217;altro che facile: da una breve ricerca in rete non ho trovato riferimenti a formule chiuse, solo a tabelle (e qui si distingue come al solito per completezza la <a href="https://oeis.org/A031286" target="_blank" rel="noopener">OEIS</a>). Ci possiamo però porre domande di altro tipo: ad esempio, dato \(k\in \mathbb{N}\), qual è il minimo numero naturale \(m_{k}\) che ha persistenza pari a \(k\)? La risposta è facile per \(k\leq 1\): siccome i numeri che hanno persistenza zero sono esattamente quelli di una cifra, abbiamo che \(m_{0} = 0\) e \(m_{1} = 10\) (minimo numero naturale di due cifre). Quanto ai numeri di persistenza due, ci si rende conto abbastanza in fretta che fino a 18 la persistenza resta uno, mentre \(s(19) = 10\) che ha già persistenza uno, quindi 19 è il minimo numero naturale di persistenza 2.</p>
<p>In generale, l&#8217;idea di considerare numeri con &#8220;tanti 9&#8221; sembra buona: se vogliamo massimizzare una somma, tanto vale massimizzare separatamente ciascun addendo. Ma numeri della forma 99&#8230;9 non funzionano: ad esempio abbiamo che \(s(99) = 18\), e ci manca una unità per raggiungere il primo numero di persistenza due (che abbiamo già visto essere 19). Dobbiamo insomma aggiungere (almeno) un 1, e il posto più logico per farlo è come cifra più significativa, visto che vogliamo il <em>minore</em> numero di persistenza data. E infatti risulta</p>
<p style="text-align: center;">\(s(199) = 19\),   da cui   \(s(s(199)) = 10\)   e   \(s(s(s(199))) = 1\),</p>
<p>quindi 199 ha persistenza tre e nessun&#8217;altro numero minore di esso ha questa proprietà; ne concludiamo che \(m_{3} = 199\). La successione degli \(m_{k}\) inizia quindi così:</p>
<p style="text-align: center;">\(0, 10, 19, 199, \ldots\)</p>
<p>A questo punto potreste essere tentati di congetturare che \(m_{k}\) sia sempre dato da un 1 seguito da \(k-1\) nove, ma sarebbe una generalizzazione decisamente affrettata! Si vede subito infatti che</p>
<p style="text-align: center;">\(s(1999) = 28\)   e   \(s(28) = 10\),</p>
<p>quindi 1999 ha ancora persistenza tre, esattamente come 199. Il punto è che la lunghezza della stringa di 9 deve ovviamente crescere all&#8217;aumentare di \(k\), ma questa crescita dev&#8217;essere necessariamente (molto) più che lineare, perché la loro somma deve dare luogo a una successione \(m_{k}\) che cresce <em>a sua volta</em> in maniera più che lineare. (Confusi? Tra qualche minuto sarà tutto un po&#8217; più chiaro, almeno spero.)</p>
<p>Ma quindi quanti 9 ci vogliono? Cerchiamo di impostare il problema in maniera un po&#8217; più strutturata. Anzitutto è chiaro dagli esempi visti fino a qui (e non è difficile dimostrare rigorosamente) che il minimo numero di persistenza \(k+1\) è quello la cui somma delle cifre dà esattamente \(m_{k}\), ovvero il minimo numero di persistenza \(k\). Stiamo cioè cercando i termini di una successione che è caratterizzata da una relazione ricorsiva <em>implicita</em> della forma seguente:</p>
<p style="text-align: center;">\(\left\{\begin{array}{l} m_{0} = 0\\ m_{1} = 10\\ s(m_{k+1}) = m_{k} \text{ per ogni } k \geq 1 \end{array}\right.\qquad (\dagger)\)</p>
<p>(non si tratta di una vera e propria definizione per ricorsione perché nell&#8217;ultima riga il termine \(m_{k+1}\)  compare &#8220;imprigionato&#8221; come argomento di una funzione non invertibile, dalla quale quindi non è &#8220;liberabile&#8221; in maniera unica). Abbiamo anche già una congettura su come dev&#8217;essere fatto ciascun numero \(m_{k}\) (almeno per \(k \geq 2\), che è il caso che ci interessa): deve avere come cifra iniziale 1 seguito da una stringa di 9 di una certa lunghezza, chiamiamola \(\ell_{k}\). Più formalmente possiamo scrivere</p>
<p style="text-align: center;">\(m_{k} = 2\cdot 10^{\ell_{k}} &#8211; 1 \qquad (\ast)\)</p>
<p>infatti la sottrazione di una unità trasforma ciascuno zero in \(2\cdot 10^{\ell}\) in un nove, e come tutti sanno il numero \(10^{\ell}\) ha esattamente \(\ell\) zeri. Basta quindi determinare la successione degli \(\ell_{k}\) e il problema è risolto.</p>
<p>Ora, usando questa congettura è facile calcolare la somma delle cifre di \(m_{k+1}\): risulta</p>
<p style="text-align: center;">\(s(m_{k+1}) = 1 + 9\ell_{k+1}\)</p>
<p>D&#8217;altro canto la terza riga della \((\dagger)\) ci dice che questa stessa somma deve coincidere con \(m_{k}\), e sostituendo l&#8217;espressione \((\ast)\) otteniamo la relazione di ricorrenza</p>
<p style="text-align: center;">\(1 + 9\ell_{k+1} = 2\cdot 10^{\ell_{k}} &#8211; 1\)</p>
<p>che, questa sì, può essere risolta per \(\ell_{k+1}\), ottenendo</p>
<p style="text-align: center;">\(\ell_{k+1} = 2(10^{\ell_{k}} &#8211; 1)/9 \qquad (\circ)\)</p>
<p>con valori iniziali \(\ell_{2} = 1\) e \(\ell_{3} = 2\) che derivano dai casi facili che abbiamo fatto &#8220;a mano&#8221; in precedenza. Da qui vediamo ad esempio che risulta \(\ell_{4} = 2(10^{2} &#8211; 1)/9 = 22\), quindi il minimo numero di persistenza 4 ha come sviluppo decimale un 1 seguito da ventidue nove (!). Altro che 1999&#8230;</p>
<p>In effetti la formula \((\circ)\) rende evidente come la crescita della successione \(\ell_{k}\) sia addirittura di tipo <em>superesponenziale</em>: infatti il termine precedente della successione compare come esponente di un fattore 10, quindi ad ogni incremento dell&#8217;indice \(k\) si ottiene una &#8220;torre&#8221; di esponenziali sempre più alta. (Qui ci starebbe bene un aggancio con la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Tetration" target="_blank" rel="noopener">tetrazione</a>, ma inizia a farsi una cert&#8217;ora&#8230;)</p>
<p>Possiamo anche ottenere una relazione di ricorsione chiusa per la successione \(m_{k}\): basta notare che la \((\ast)\) ci dice che \(m_{k+1} = 2\cdot 10^{\ell_{k+1}} &#8211; 1\), e sostituendo l&#8217;espressione di \(\ell_{k+1}\) data dalla \((\circ)\) si ha</p>
<p style="text-align: center;">\(m_{k+1} = 2\cdot 10^{2(10^{\ell_{k}} &#8211; 1)/9} = 2\cdot 10^{(m_{k}-1)/9}\)</p>
<p>dove nel secondo passaggio abbiamo usato ancora una volta la \((\ast)\). Abbiamo quindi in definitiva</p>
<p style="text-align: center;">\(\left\{\begin{array}{l} m_{0} = 0\\ m_{1} = 10\\ m_{k+1} = 2\cdot 10^{(m_{k}-1)/9} &#8211; 1 \text{ per ogni } k \geq 1 \end{array}\right.\)</p>
<p>Anche questa successione è contemplata dalla OEIS (<a href="https://oeis.org/A006050">A006050</a>), ma persino Neil Sloane si è dovuto arrendere davanti alla crescita superesponenziale: l&#8217;ultimo termine che riporta esplicitamente infatti è \(m_{4} = 19999999999999999999999\), e al posto dei termini successivi c&#8217;è il laconico commento</p>
<blockquote><p>The next term a(5) is 1 followed by 2222222222222222222222 9&#8217;s.</p></blockquote>
<p>Un&#8217;ultima considerazione è di rigore. Come in tutti i ragionamenti che coinvolgono lo sviluppo decimale di un numero naturale, alla fine resta un po&#8217; la sensazione di aver fatto della semplice numerologia, priva di significati aritmetici più profondi. Possiamo rendere il discorso un po&#8217; più &#8220;canonico&#8221; generalizzando il tutto dalla base 10 a una qualunque base positiva \(b &gt; 1\). Vi risparmio tutta la tiritera e passo direttamente al risultato finale, che in questo caso si scrive</p>
<p style="text-align: center;">\(\left\{\begin{array}{l} m_{0} = 0\\ m_{1} = b\\ m_{k+1} = 2\cdot b^{(m_{k}-1)/(b-1)} &#8211; 1 \text{ per ogni } k \geq 1 \end{array}\right.\)</p>
<p>In particolare per \(b=2\) risulta semplicemente</p>
<p style="text-align: center;">\(m_{k+1} = 2^{m_{k}} &#8211; 1\)</p>
<p>La successione così definita, targata <a href="https://oeis.org/A007013" target="_blank" rel="noopener">A007013</a> nella OEIS, è nota anche come  &#8220;<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Double_Mersenne_number#Catalan%E2%80%93Mersenne_number_conjecture" target="_blank" rel="noopener">numeri di Catalan-Mersenne</a>&#8221; e, sorprendentemente, salta fuori in alcune congetture sui numeri primi. Visto che alla fine anche la matematica ricreativa può portare a problemi interessanti?</p>
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